
21:00 - Teatro Verdi Pordenone
KURUTTA IPPĒJI (Una pagina folle) (JP 1926; 79 min)
di Teinosuke Kinugasa
Accompagnamento musicale: Matsumura Makia
Benshi: Kataoka Ichirō
Questo film racconta la sua storia solo per immagini, e il suo approccio profondamente ambiguo – quello che Aaron Gerow ha descritto come un “raddoppiamento di passato e presente, realtà e illusione” – rende spesso difficile distinguere tra registro soggettivo e oggettivo.
Una pagina folle fu prodotto sotto l’egida della Shinkankakuha Eiga Renmei (Lega Cinematografica della Scuola delle Nuove Percezioni), un gruppo il cui nome annunciava le proprie ambizioni artistiche. La sua creazione fu un’impresa genuinamente collettiva: cast e troupe costruirono e dipinsero insieme le scenografie, si alternarono nello spingere il carrello della macchina da presa, e lavorarono senza una divisione fissa dei compiti.
Il film impiega montaggio ritmico rapido, sovrimpressioni multiple, distorsioni ottiche e inquadrature estreme. Queste tecniche suscitarono paragoni con l’Espressionismo tedesco e l’Impressionismo francese.
L’accoglienza dell’epoca fu in gran parte entusiastica. Su Kinema Junpo, il critico Iwasaki Akira lo descrisse come “il primo film davvero cinematografico nato in Giappone”, lodandone una bellezza che non era “né teatrale, né romanzesca, né pittorica”. Tanaka Jun’ichiro, scrivendo su Hochi Shinbun, lo definì “la guida per eccellenza per il viaggio verso l’essenza futura del cinema”. Questo film fa parte di una delle principali retrospettive delle Giornate 2026, “L’arte del Benshi”.
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